LA RAZZA BRUNA SCOMMETTE SULLA RICERCA GENETICA
A Fieragricola sfilano le ''campionesse europee''
Focus sulla «Brown Swiss», fra Campionato europeo (che torna a Verona dopo la parentesi austriaca) e ricerche applicate sulla genomica, la sfida del futuro per migliorare il livello dei bovini, dalla lotta alle malattie alle performance aziendali. «Produrre solo di più – spiega il direttore dell’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna, Enrico Santus – non sempre è sufficiente o conveniente. Gli allevatori dovranno spingere in alto il proprio reddito migliorando il management nelle stalle ed allevando animali più efficienti».
Verona, novembre 2009. La 109ª edizione di Fieragricola, in programma dal 4 al 7 febbraio 2010, accende i riflettori sulla zootecnia: bovini, ovicaprini, avicoli, conigli, animali da carne e suini. Ampio spettro, soprattutto sulle razze del circuito Italialleva, grazie alla partnership tra Veronafiere e l’Associazione italiana allevatori.
Massima attenzione sarà dedicata in particolare alle razze da latte, la Bruna e la Frisona. Per entrambe gli eventi sul ring e gli appuntamenti convegnistici e di dibattito organizzati per Fieragricola avranno respiro internazionale.
Focus razza Bruna. L’allevamento medio di Bruna conta 13 vacche in mungitura, quindi si tratta di allevamenti piccoli ma numerosi «E – dichiara il presidente dell’Anarb, l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna, Pietro Laterza, al vertice anche dell’associazione europea – il ruolo che i nostri associati svolgono soprattutto in aree svantaggiate e di montagna è enorme, dalla tutela del paesaggio alla salvaguardia del territorio. Un presidio naturale, attivo e consapevole contro l’abbandono della zootecnia in luoghi dove certo non è semplice allevare vacche da latte e una difesa dell’ambiente, che altrimenti verrebbe lasciato a se stesso».
Allevamento anche con una forte connotazione e missione dunque «sociale» e di presidio. E, contrariamente alla zootecnia da latte della pianura, dove è la Frisona a spadroneggiare (con una media di 66 capi in stalla, secondo i dati Anafi), lontana dalle economie di scala. Un problema? «Se si privilegiano altri parametri, che non siano legati solamente all’inseguimento della produttività e delle performance sui litri di latte prodotti – afferma il direttore di Anarb, Enrico Santus - l’allevamento di Bruna dà grandi soddisfazioni agli allevatori, a partire dalla genetica, che costituisce la base per il miglioramento dei bovini e offre notevoli potenzialità di affermazione».
Anarb, che ha sede proprio alle porte di Verona, ha scommesso fortemente sulla ricerca genetica. Al punto che, anche a livello internazionale, si attende la prima valutazione genomica in assoluto per il bovino. «I risultati, ancora sperimentali, saranno ufficializzati entro l’estate – annuncia Santus – ma già venerdì 5 febbraio, durante Fieragricola, si parlerà di genetica con il comitato europeo della razza Bruna e con un convegno dedicato appunto alla genomica bovina: dalla ricerca alle applicazioni pratiche».
Un evento che vedrà in prima fila come relatori degli esperti di fama mondiale. Da Andre Eggen (Illumina, Francia) all’italiano Nicola Macciotta (SelMol), da Curt Van Tassel del Dipartimento di Stato Usa per l’Agricoltura (Usda) all’inglese Chris Warkup (Quantomics), oltre naturalmente ad Enrico Santus (coordinatore di Intergenomics).
Gli effetti della ricerca internazionale sulla genomica avranno un impatto decisamente rivoluzionario sui bovini e sullo sviluppo stesso dell’allevamento. «Il primo effetto sarà quello di poter avere una valutazione genetica degli animali più completa, diminuendo i tempi ed i costi della ricerca – specifica Santus -. In una seconda fase, invece, si potranno migliorare parametri sanitari, di resistenza ad alcune malattie, e determinati parametri del latte».
Il fine è quello di ottenere benefici in termini ampi di management aziendale. «Bisogna superare il concetto legato alla mera produzione, troppo caro, ma erroneamente, a molti allevatori – sentenzia il direttore di Anarb -. La vera sfida è abbattere i costi per migliorare il reddito, non è solo aumentare la produzione, quando magari gli stessi costi salgono in modo più che proporzionale».
Fieragricola per la razza Bruna significa anche il «brivido» della competizione e del confronto degli animali in uno dei ring più prestigiosi a livello internazionale. Durante la rassegna agricola di Veronafiere, infatti, si terrà l’evento «European Brown Swiss Championship», terza edizione del campionato di capi adulti patrocinato dalla Federazione europea della razza Bruna. Un ritorno a Verona, dopo una parentesi a Rotholz (Austria) nel 2008, in occasione della conferenza mondiale della Bruna. Saranno oltre 200 gli animali presenti, provenienti dai Paesi che costituiscono la Federazione europea della Bruna: Italia, Austria, Francia, Germania, Romania, Slovenia, Spagna e Svizzera.
Accanto al campionato europeo ci sarà anche la 42ª mostra del Libro genealogico nazionale, la 5ª mostra nazionale del Bruna Junior Club, la 14ª Rassegna genetica italiana, oltre ai prodotti del circuito certificato «disolabruna».
Verona, 30/11/2009
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