NOMISMA: IN ITALIA CRESCONO GLI ''HOBBY FARMER''
La difesa degli spazi rurali passa anche da loro.
Gli agricoltori amatoriali non sono imprenditori professionali, ma una categoria eterogenea: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati. Lavorano una superficie media di 1,3 ettari dove coltivano per lo più ortaggi, frutta, vite e olivo, in alcuni casi anche piccoli allevamenti. Molto spesso alla fase di coltivazione segue anche quella della trasformazione: confetture, marmellate, conserve, vino, olio. Non sono imprese agricole orientate al mercato, ma realtà costruite per passione. Certo svolgono un ruolo importante per la tutela dell’ambiente, del territorio e del paesaggio.
Verona, dicembre 2009. Con un termine anglosassone si chiamano «hobby farmer». Agricoltori per passione. Agricoltura per diletto. Un mondo che sfugge alle statistiche ufficiali. Eppure, quello dell’agricoltura «amatoriale» rappresenta una dimensione sempre più vasta, naturalmente con marcate differenze rispetto all’agricoltura a titolo professionale, che si riconduce all’impresa agricola vera e propria.
Tuttavia, anche gli hobby farmer svolgono un ruolo importante di salvaguardia della campagna e degli spazi rurali. Ovviamente le analogie non riguardano gli aspetti legati all’esclusività o alla prevalenza del lavoro agricolo, che resta un mondo a sé, cui gli «agricoltori per passione» e coloro che «vivono in campagna» non fanno parte.
Questa galassia di agricoltori amatoriali è stata analizzata da Nomisma attraverso una ricerca approfondita, i cui risultati saranno illustrati il prossimo venerdì 5 febbraio (Sala Puccini, ore 10), durante la 109ª edizione di Fieragricola.
Innanzitutto, Nomisma – dopo aver intervistato 4mila abbonati a Vita in Campagna (Gruppo L’Informatore Agrario), partner dell’iniziativa - traccia l’identikit dell’hobby farmer, persone cioè impegnate a tempo pieno in altri settori economici o pensionati. Comunque, «soggetti non riconducibili ad un impiego lavorativo ufficiale di carattere agricolo».
Una categoria assolutamente eterogenea: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, o, come detto, anche pensionati. In comune, la passione per l’attività agricola, che praticano su una superficie media di 1,3 ettari (talvolta comprendente una parte boschiva) e con finalità anche differenti: dalla vita all’aria aperta al risparmio sulle derrate alimentari, ma anche per la voglia di consumare prodotti considerati più sani e più genuini.
L’hobby farmer, secondo la ricerca di Nomisma, coltiva in via preferenziale ortaggi, frutta, vite e olivo, in alcuni casi anche piccoli allevamenti. Molto spesso alla fase di coltivazione segue anche quella della trasformazione: confetture, marmellate, conserve, vino, olio.
Agricoltura rivolta al mantenimento dell’ambiente e del territorio, più che «marketing oriented».
Verona, 14/12/2009
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