ENERGIA PULITA DAL LEGNO, FOCUS INTERNAZIONALE. APPRODA A VERONA IL PROGETTO EUBIONET III
A Bioenergy Expo di Veronafiere, partnership europea sulle energie pulite (5 febbraio 2010)
La terza fase del progetto europeo per la valorizzazione delle biomasse legnose e degli scambi commerciali viene presentata a Veronafiere, nel corso di Bioenergy Expo. L’analisi dell’ingegner Leonardo Nibbi dell’Università di Firenze: «Enormi potenzialità in Italia per la filiera energetica da biomasse legnose. Bisogna in parallelo promuovere anche la gestione dei boschi e migliorare le infrastrutture forestali, spesso inesistenti».
Verona, gennaio 2010. «Se si esclude il Trentino Alto Adige, dove esiste una cultura di cura del bosco e del sottobosco secolare, in Italia siamo molti indietro. Dobbiamo recuperare una situazione per molti aspetti problematica e liberare tutte le potenzialità delle aree boschive della Penisola, che sono sotto-sfruttate, anche per la mancanza di quelle che potremmo definire infrastrutture forestali e cioè strade di accesso per la gestione consapevole dei boschi».
A descrivere questa situazione di competitività inespressa da un punto di vista ambientale, prima ancora che energetico è Leonardo Nibbi, ingegnere dell’Università di Firenze (Dipartimento di Energetica, Facoltà di Ingegneria), uno dei responsabili del progetto Eubionet III, dedicato alle biomasse legnose e alle agro-energie.
Un progetto internazionale, che verrà presentato nel corso di Bioenergy Expo (www.bioenergyweb.it), Salone dedicato alle energie da fonti rinnovabili in agricoltura e collegato a Fieragricola di Verona (4-7 febbraio). L’appuntamento per l’illustrazione della terza fase di Eubionet è fissato per venerdì 5 febbraio alle ore 9,30 (fino alle 18, sala Donizzetti).
Fra gli obiettivi di questa partnership internazionale che coinvolge 19 partner istituzionali e accademici di 18 Paesi europei (sotto il coordinamento della Finlandia partecipano anche Italia, Danimarca, Slovacchia, Lituania, Germania, Svezia, Repubblica Ceca, Norvegia, Belgio, Austria, Grecia, Olanda, Lettonia, Regno Unito, Slovenia, Spagna e Portogallo) sono indicati la promuovere e incrementare un commercio internazionale della biomassa, che sia sostenibile e trasparente; garantire un uso della biomassa a fini energetici, che sia il più conveniente possibile e rappresenti il maggior valore aggiunto; promuovere gli investimenti sulle migliori pratiche tecnologiche e sui nuovi servizi del settore del calore da biomassa.
Le opportunità, secondo Leonardo Nibbi, sono concrete. «La parte forse più ardua – dichiara - è quella di convincere gli imprenditori agricoli ad intraprendere con consapevolezza la strada delle agro-energie, che davvero presenta potenzialità molto vaste».
Rimanendo nel comparto delle biomasse legnose a rapido accrescimento (Srf, ovvero Short rotation forestry), Nibbi sottolinea la differenza e le opportunità che ci sono per l’impresa agricola nella coltivazione, «che aumentano se la filiera resta in capo ed è gestita direttamente dall’agricoltore, che da coltivatore di biomassa può trasformarsi in un vero e proprio imprenditore agro-energetico».
Gli spazi per crescere, volendo, ci sono. anche se, mette in guardia Nibbi, «non è sempre possibile diventare imprenditore agro-energetico». Un esempio comunque legato al sistema delle biomasse? «Secondo Assopellet, l’associazione di riferimento per il mercato del pellet, nel 2008 in Italia sono state prodotte 750mila tonnellate di pellet, a fronte di una richiesta di circa 1,1 milioni di tonnellate – specifica Nibbi –. Questo significa che circa 350mila tonnellate sono state importate». I margini dunque per affermarsi sul mercato, dunque, ci sono, visto che il potenziale delle biomasse in Italia è elevatissimo. «Il problema – afferma Nibbi – è che spesso ci troviamo di fronte a boschi e foreste difficilmente accessibili, non gestite e tantomeno utilizzate, che scontano l’assenza di strade forestali e la mancanza di una politica di gestione e valorizzazione boschiva, fatta esclusione, come detto, per il Trentino Alto Adige, che è sicuramente all’avanguardia per l’utilizzo del patrimonio forestale».
A Bioenergy Expo i partner del progetto Eubionet III cercheranno di individuare soluzioni e strategie efficaci per la valorizzazione e gli scambi di biocombustibili da biomasse legnose. «Una realtà in forte crescita – precisa Nibbi – ma che necessita di maggiore trasparenza e di una sinergia internazionale fra realtà magari geograficamente distanti, ma che sono accomunate dalla volontà di tutelare l’ambiente e l’agricoltura, senza dimenticare le opportunità di reddito per le imprese agro-energetiche».
Verona, 22/1/2010
|
|