I ricercatori dell'Università di Pisa hanno messo a punto il mezzo per la geodisinfestazione, che sostituisce il bromuro con vapore d'acqua e altre sostanze esotermiche

Una macchina per la geodisinfestazione a basso impatto ambientale, che utilizza vapore d'acqua e sostanze a reazione esotermica al posto del più tradizionale ma pericoloso bromuro di metile. È questa la straordinaria invenzione messa a punto dai ricercatori dell'Università di Pisa per rendere più efficiente il processo di coltivazione dei terreni nelle serre ortofloricole.

 

Disinfezione e disinfestazione

Il macchinario, infatti, è in grado di effettuare operazioni di disinfezione e disinfestazione del terreno in questo tipo di situazione grazie al sistema noto come “Bioflash”. L'innovazione risiede nel fatto che la macchina distribuisce vapore acqueo insieme a sostanze a reazione esotermica, dagli esiti molto positivi per il controllo di patologie fungine e virali, e per i semi di piante infestanti.

L'invenzione è stata portata avanti dai ricercatori di Meccanica agraria del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agroambientali presso il Centro Ricerche agro-ambientali “Enrico Avanzi” dell'Università di Pisa.

Il sistema è molto evoluto, la gestione di tutte le funzioni è completamente automatizzata, ergonomica e facilmente utilizzabile. Infatti, il dislocamento della macchina è comandato con un semplice joystick multifunzionale, mentre per la movimentazione a distanza del veicolo è possibile utilizzare un radiocomando.

 

La sostituzione del bromuro

Nell'ortifloricoltura in serra è stato in genere utilizzato per decenni il bromuro di metile, grazie agli ottimi risultati riscontrati. Ma al tempo stesso, sono sempre state note le sue proprietà tossiche a sfavore di tutti gli organismi acquatici e per l'uomo.

Inoltre, la presenza di tracce di questa sostanza sui terreni e nei prodotti ne ha complicato l'esportazione in alcuni Paesi nordeuropei.

La grande rivoluzione messa a punto dai ricercatori è rappresentata proprio dalla sostituzione del bromuro di metile con altri fumiganti chimici, dotati di un'azione diserbante decisamente inferiore rispetto alla precedente sostanza.

 

Addio alla solarizzazione

In passato, in alternativa a questo sistema, si era ricorsi anche alla solarizzazione, che consentiva di ottenere risultati particolarmente efficienti, ma la sua diffusione risultava penalizzata perché fortemente dipendete dalle condizioni climatiche.

Ma solo con il sistema “Bioflash” è stata trovata una valida e meno inquinante alternativa perché pur “depurando” il terreno da infestanti e parassiti, non immette nell’ambiente alcuna sostanza nociva per l’operatore che effettua il trattamento, per i microorganismi utili o per il prodotto che andrà seminato.


Fonte: Osservatorio Fieragricola

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